Nordic Walking , ormai è da qualche anno che questa disciplina dal nord dell'europa è giunta nelle nostre alpi e non solo. Consiste in una semplice camminata, ma con un bastoncino ultraleggero per braccio, così da far muovere anche la parte superiore del corpo. Piace molto, anche a Angela Merkel.
Ma ci sono nuove parole che vengono dai paesi anglofoni che, per internazionalizzare e per modernizzare queste pratiche montane che potrebbero sembrare faticose e poco stilose ai neofiti, si tende a utilizzarle sempre più.
Hiking: la camminata, di un giorno, negli ambienti naturali. Si porta dietro il minimo indispensabile per "sopravvivere" nella natura "selvaggia".
Backpaking: il famoso trekking, l'escursionismo con un bel peso sulle spalle: lo zaino! Uno o più giorni, con o senza tenda, scarponcini, e si cammina. Tanto.
Bouldering: arrampicata su massi di grandi dimensioni, con materassini sotto il sito d'arrampicata che non si sviluppa molto in altezza, utile per sviluppare la tecnica e la forza.
Canyoning: ottimo per le calde giornate estive, consiste nel discendere i letti dei torrenti e in particolare quelli con cascate più o meno alte. Con imbracatura e corde, chiodi sul letto del torrente e in punti strategici.
In contiuo aggiornamento!
martedì 13 gennaio 2015
domenica 27 aprile 2014
Rocca la Marchisa
Rieccoci dopo un mese di assenza!
Per smaltire almeno una parte delle calorie immagazzinate nei pranzi e nelle grigliate pasquali, saliamo alla Marchisa, in Val Varaita di Bellino.
Giornata dal meteo incerto, con nubil alternate da (poco) sole.
Per essere certi di trovare una neve ben sciabile anche al ritorno partiamo presto, alle 6 siamo già a Sant'Anna con gli sci ai piedi.
Data la giornata e l'ultimo pezzo dal colletto alla punta non sciabile, decidiamo di arrivare solo fino al colletto sottostante la cima (il colle ovest, a quota 2930).
Ottima discesa, su una crosta portante nella parte alta della gita (in alcune limitate zone non portante) e su una neve primaverile nella parte basse (iniziava ad essere bella bagnata, ma comunque ancora ben sciabile, ottima idea quella di partire presto).
Per smaltire almeno una parte delle calorie immagazzinate nei pranzi e nelle grigliate pasquali, saliamo alla Marchisa, in Val Varaita di Bellino.
Giornata dal meteo incerto, con nubil alternate da (poco) sole.
Per essere certi di trovare una neve ben sciabile anche al ritorno partiamo presto, alle 6 siamo già a Sant'Anna con gli sci ai piedi.
Data la giornata e l'ultimo pezzo dal colletto alla punta non sciabile, decidiamo di arrivare solo fino al colletto sottostante la cima (il colle ovest, a quota 2930).
Ottima discesa, su una crosta portante nella parte alta della gita (in alcune limitate zone non portante) e su una neve primaverile nella parte basse (iniziava ad essere bella bagnata, ma comunque ancora ben sciabile, ottima idea quella di partire presto).
il lungo vallone da percorrere
il colletto ovest
foto di vetta
il primo tratto della discesa
domenica 23 marzo 2014
rifugio Jervis
Oggi mi son aggregato ad un gruppo del soccorso alpino che è salito al rif. Jervis (quello sopra Ceresole Reale e non quello nel Vallone del Prà) per effettuare esercitazioni ARTVA.
Giornata con un meteo incerto, dominata dal vento.
Si parte dallo skilift dopo il lago di Ceresole Reale, subito prima del rifugio Muzio, poi si sale dalla pista da sci e si continua nella boschina che arriva quasi fino al rifugio.
Buon itinerario, peccato solo per le condizioni meteo non proprio favorevoli.
Nella prima parte neve crostosa ghiacciata, mentre da metà itinerario in su circa 10 cm di farina del giorno precedente (ottima!) che poggiano su di una crosta portante.
Giornata con un meteo incerto, dominata dal vento.
Si parte dallo skilift dopo il lago di Ceresole Reale, subito prima del rifugio Muzio, poi si sale dalla pista da sci e si continua nella boschina che arriva quasi fino al rifugio.
Buon itinerario, peccato solo per le condizioni meteo non proprio favorevoli.
Nella prima parte neve crostosa ghiacciata, mentre da metà itinerario in su circa 10 cm di farina del giorno precedente (ottima!) che poggiano su di una crosta portante.
martedì 18 marzo 2014
Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele
Data la splendida giornata di domenica decidiamo di andar a prendere un po' di caldo sulle placche di qualche ferrata, e la scelta ricade sulla ferrata che sale alla Sacra.
Ferrata molto frequentata, non difficile ma abbastanza lunga (600 metri di dislivello).
Facciamo i giovani: partenza alla base della ferrata alle 11 e un quarto
Arrivati alla Sacra troviamo un viavai continuo di gente...decisamente troppa quindi ci ristoriamo con salami, formaggi e birra, andiamo fin su alla sacra (fino al massimo consentito oltre il quale si deve pagare il biglietto) e poi ci avviamo per la mulattiera che scende verso Sant'Ambrogio.
Ferrata molto frequentata, non difficile ma abbastanza lunga (600 metri di dislivello).
Facciamo i giovani: partenza alla base della ferrata alle 11 e un quarto
Arrivati alla Sacra troviamo un viavai continuo di gente...decisamente troppa quindi ci ristoriamo con salami, formaggi e birra, andiamo fin su alla sacra (fino al massimo consentito oltre il quale si deve pagare il biglietto) e poi ci avviamo per la mulattiera che scende verso Sant'Ambrogio.
mercoledì 12 marzo 2014
Testa di Garitta Nuova
Escursione infrasettimanale con le ciaspole alla Garitta Nuova, salendo da borgata Ruà, sopra Sampeyre.
Un'altra via di salita possibile (e solitamente molto frequentata) sale da Pian Munè, sopra Paesana.
Alla partenza incontriamo alcuni skialp che però salgono dal colle Cervetto (parte del percorso che abbiamo fatto in discesa).
Si inizia raggiungendo il Colle del Prete percorrendo una strada in falsopiano, che in 6 km sale di 200m (interminabile...ora ho capito perchè gli skialp salivano da col cervetto), neve geata e quindi si può andare senza ciaspole.
Giunti finalmente al Colle del Prete si gira a sx percorrendo la cresta fino alla cima. Qui la strada è meno battuta, quindi calziamo le ciaspole.
In salita incontriamo altri ciaspolatori, che però abbandonano l'impresa e tornano indietro.
Giunti in cima un po' tardi, è deserta e spazzata da un vento gelido, quindi dopo le foto di rito iniziamo subito la discesa, per poi fermarsi circa 200 m sotto la vetta, in un punto più riparato.
Scendiamo "a occhio" andando a prendere il sentiero che scende dal Colle di Cervetto, da lì troviamo una pista battuta fino alla macchina.
Nel complesso una buona gita, male solo per la foschia verso la pianura e la neve che nel pomeriggio era bagnata e pesante.
Un'altra via di salita possibile (e solitamente molto frequentata) sale da Pian Munè, sopra Paesana.
Alla partenza incontriamo alcuni skialp che però salgono dal colle Cervetto (parte del percorso che abbiamo fatto in discesa).
Si inizia raggiungendo il Colle del Prete percorrendo una strada in falsopiano, che in 6 km sale di 200m (interminabile...ora ho capito perchè gli skialp salivano da col cervetto), neve geata e quindi si può andare senza ciaspole.
Giunti finalmente al Colle del Prete si gira a sx percorrendo la cresta fino alla cima. Qui la strada è meno battuta, quindi calziamo le ciaspole.
In salita incontriamo altri ciaspolatori, che però abbandonano l'impresa e tornano indietro.
Giunti in cima un po' tardi, è deserta e spazzata da un vento gelido, quindi dopo le foto di rito iniziamo subito la discesa, per poi fermarsi circa 200 m sotto la vetta, in un punto più riparato.
Scendiamo "a occhio" andando a prendere il sentiero che scende dal Colle di Cervetto, da lì troviamo una pista battuta fino alla macchina.
Nel complesso una buona gita, male solo per la foschia verso la pianura e la neve che nel pomeriggio era bagnata e pesante.
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